11 Ottobre 2011

I film della settimana

L'inverno avanza, anche se per domani annunciano 26 gradi. Così, tanto per non farmi mancare la tosse.
E intanto mi sono dato al cinema. O a quello che il destino ha deciso per me.

Arturo.
Si, innegabile. Questo lo ho assolutamente scelto per il titolo. Un inguardabile Russel Brand (sicuramente meno "a fuoco" che in tv) alle prese con la parte di un giovane ricco dedito a tutti i piaceri possibili ed immaginabile, salvo giusto uno, l'amore. Che sarà quello per cui rinuncerà a tutto. O almeno ci proverà. Leggero ma terribilmente banale. Roba che dopo il decimo minuto hai già capito tutto il flm, finale e colpi di scena compresi. Voto: 5.

arturo

Final destination 3d.
Da piccolo mi piaceva da morire questa saga splatter e totalmente priva di senso. Giusto che se l'Uno poteva essere originale e stimolante, il tre era la copia del due che a sua volta era la copia dell'uno. Roba che ormai gli autori non sanno nemmeno più che morti inventare. Come quella del ragazzo risucchiato dalla pressione dell'acqua della piscina che si conclude con un disgostoso scoppio di budella. Ok, forse al cinema con il 3d dava qualche emozione in più. O forse anche in quel caso era solo vomito. Voto: 5,5.

fd3d

Carnage.
Vivamente consigliato durante un caffè al bar da una ragazza che lo aveva visto, trovandolo soprendentemente brillante. Una sorta di psicodramma che riporta su schermo una piece teatrale. Addirittura viene spacciata per una commedia anche se di risate se ne fanno un gran poche. Il tutto per lasciare il posto ad una inattesa psicanalisi delle debolezze umane, con quattro personaggi che si ritrovono, cause di forza maggiore, in una stanza e finiscono per mettere a nudo i loro drammi smascherando le loro faccie di comodo. Un ritmo crescente ma che finisce per essere inconcludente. La fondamentale incapacità di essere genitori che esaspera il mondo, decisamente più "easy", dei giovani. Voto: 6--.

carnage

Four Lions.
Un gruppo di pakistani che si autoconvince di doversi fare saltare in aria per il bene della sua religione. Un ironico sguardo alla mentalità malata dei kamikaze, reso da una brillante commedia inglese che però di commedia ha solo la nomea. Già, perchè di equivoci, dialoghi assurdi e mentalità contorte se ne incontrano molte nella pellicola. Ma la tragicomicità del finale finisce per essere una botta non indifferente all'umore. E a ridere non riesci più, anche volendo. Voto: 6+.

four lions

4 commenti

Tags: film
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