01 Aprile 2011

Come goccie di pioggia a caduta irregolare, i miei pensieri continuano a cambiare...

La verità brucia come candeggina
ma, vedi qua, noi c'abbiamo vaselina
[...]
Galileo, se la Chiesa ti ha messo all'indice
beh, che male c'è, tu la metti al medio!


Mi è capitato di sentire poco fa il nuovo brano di Caparezza, "Il dito medio di Galileo", trovandolo assurdamente geniale come sempre.
E, poichè com'è noto, da idea nasce idea, non ho resistito alla tentazione di assegnare
un virtuale premio ai tre migliori testi del momento.
A mio sindacabilissimo e precarissimo giudizio.
E, pronto a ricevere gli insulti da tutte le sue fan, il buon capellone non è fra questi.

3° classificato - "Questo bellissimo gioco"
di Annalisa Scarrone
(scritta da Federica Camba)



La condizione naturale di partenza
sarebbe mettersi alla prova
e constatare che è soltanto un'apparenza
questo tuo essere distante
che puntualmente ti fa andare via
e puntualmente io rimango tua
senza capire che scappare è un modo per ricominciare
e invece voglio continuare
...
L'amore brucia i pomeriggi accartocciati
e noi due abbracciati
a farci male
cercando di trovare un punto di equilibrio
tra cosa è il dire e cosa il fare.
[...]
E' poco, è poco non può bastarmi
questo bellissimo gioco
l'impossibile certezza
di trovarti quando torno
di volare stando fermi
e avere tutto il mondo, tutto intorno.

E' poco, è poco
ma non ti grido "è stato quel che è stato"
c'è ancora spazio per sperare
sole per ricominciare
ancora tempo per sbagliare
la soluzione da inventare fra di noi,
questo bellissimo gioco tra di noi.

2° classificato - "Distorta confusione"
degli Icon X
(inspiegabilmente scartati fra le Proposte di Sanremo)



Accade in un attimo e senza un perché
è sempre diverso ma riflette me
è un sole spento che, da dentro,
oscura ogni forma di ragionamento,
ogni sentimento, essenza di realtà
chiuso in un secondo di instabilità.
Gioco sommerso, perverso
costante ricerca di complicità.
Vestito di insicurezza
ripercorro la via di ogni mia scelta,
anomalie sorridono in me.

Distorta confusione, ibrida sensazione
colpisce e non fa rumore
e modula i sensi in ossessione.
E come nei sogni infranti, sento le urla distanti,
distorta confusione
provo a fuggire da questa prigione.

Mi domando se mai risposta avrò,
sono anni che provo a sopravviere
un respiro lento e violento,
elettrocardiogramma in stato di shock.
Come goccie a caduta irregolare,
così i miei pensieri continuano a cambiare.
Forme astratte, disfatte,
ferite cucite incapaci ad amare.
Regalerò pensieri deviati
atrofizzato da errori passati
datemi il tempo di premere uno stop.


1° classificato - "La felicità",
brano semisconosciuto dei Tiromancino,
rieditato per l'occasione dal duo Musica Nuda.



Se tutte le stelle del mondo ad un certo momento venissero giù,
tutta una serie di astri e di polvere bianca scaricata dal cielo
e il cielo, senza i suoi occhi, non brillerebbe più.
Se tutta la gente del mondo, senza nessuna ragione, alzasse la testa e volasse su,
senza i loro casini e quel doloroso rumore,
la terra, povero cuore, non batterebbe più.

Mi manca sempre l'elastico per tenere su le mutande
cosi che le mutande al momento più bello mi vanno giù
come un sogno finito, un sogno importante,
un amico tradito anche io sono stato tradito ma non mi importa più.

Tra il buio del cielo e le teste pelate bianche,
le nostre parole si muovono stanche
non ci capiamo più.

Ma io voglio parlare, voglio stare ascoltare,
continuare a comportarmi male per poi non farlo più. 

Ah felicità su quale treno della notte viaggerai
so che passerai ma come sempre, in fretta, non ti fermerai.

Si tratterebbe di nuotare prendendola con calma
farsi trasportare dentro due occhi grandi magari blu.
Per dovermi liberare attraversare un mare medioevale
lottare contro un drago strabico ma di draghi adesso non ce ne sono più.

Forse per questo i sogni sono cosi pallidi e bianchi
e rimbalzano stanchi tra le antenne lesse delle varie tv.
E ci ritornano a casa portati da signori eleganti
cessi che parlano, tutti che applaudono, non li vogliamo più.

Se questo mondo è un mondo di cartone
p
er essere felici basta niente,
magari una canzone o chi lo sa.

Se non sarebbe il caso di chiudere gli occhi
e anche quando dopo che hai chiuso gli occhi
non sai come sarà.

Tags: musica
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